19/04/2016

Le carte da Poker

Carte da poker Da quelle di carta a quelle virtuali del poker online, la storia delle 52 carte da poker tra storia, leggenda e curiosità: come sono nate e da dove vengono.

Che siano di carta o virtuali come quelle del poker online, che siano abilmente mischiate da un giocatore esperto o da un principiante, le carte da poker nascondono non solo punti, ma tante curiosità. Dalla prima traccia in Cina, sino ai tornei online internazionali, la conoscenza delle carte si rivela indispensabile per poter giocare a poker. Ecco allora una breve storia delle 52 carte, tra leggende e curiosità.

Carte da gioco, le origini

Le origini delle carte da gioco vanno di pari passo con l’invenzione della carta; per questo probabilmente arrivano dalla Cina del X secolo, a cui risalgono le prime testimonianze. Per il primo mazzo di carte si parla di tre semi e di ideogrammi con numeri da 2 a 9. Ma un’altra ipotesi prende spunto dal 38° canone del Concilio di Worcester del 1240 che dimostrerebbe l’esistenza delle carte da gioco in Inghilterra attorno alla metà del XIII secolo.
Molto più probabile, invece che le carte siano arrivate nel vecchio continente con i Mamelucchi Egiziani, i soldati di origine servile al servizio dei califfi, che alla fine del XIV secolo portarono le carte in Europa nella forma già molto simile a quella delle carte di oggi: 52 carte formate da quattro semi (bastoni da polo, denari, spade e coppe) ognuno dei quali composto da dieci carte contrassegnate dai numeri da 1 a 10. In queste carte, comunque non erano rappresentate le figure (la legge islamica vietava di riprodurle) ma il nome degli ufficiali dell’esercito.
Le “nostre carte”, ossia quelle formate dal mazzo di 40 carte e contraddistinte dai quattro semi spade, bastoni, coppe e denari, usate prevalentemente in Italia, Spagna e Portogallo, potrebbero però derivare anche da un particolare tipo di lingotti romani. Gli Aes Signatum, erano rettangoli di minerale, in genere rame o bronzo, sui quali venivano rappresentate figure come un sole, un’aquila, una spada un bastone e una coppa.

Le carte tonde

Sembra che il mazzo di carte portato in Europa dai Mamelucchi sia stato influenzato dalle prime carte cinesi, passate per la Persia: come per il gioco del poker, anche le carte sembra abbiano origini orientali. Non è ancora chiaro se le carte da gioco provenienti dalla Cina abbiano influenzato anche le carte indiane usate per il gioco della Ganjifa; queste si distinguono essenzialmente per una caratteristica fondamentale: sono rotonde.

Quadri fiori cuori e picche: dalla Francia in tutto il mondo

Delle classiche carte da poker, formate dai quattro semi cuori, quadri, fiori e picche, si hanno le prime testimonianze in Francia, attorno alla metà del XV secolo: una derivazione dei semi più elaborati nati nel Nord Europa. I fiori probabilmente derivano dalla ghianda dei semi tedeschi, così come le picche erediterebbero dalla foglia tedesca la loro forma, assumendo il nome dall’arma come il seme italiano delle spade.
Verso la fine del XIV secolo, infatti, in Germania erano diffusi quattro semi: foglie, ghiande, campanelli e cuori, semi poi “assorbiti” e trasformati nel mazzo di carte francesi, i cui colori fondamentali furono il rosso (cuori e quadri) e il nero (picche e fiori).
I semi francesi furono introdotti anche in Inghilterra dove i fiori si trasformarono in bastoni (clubs) e i quadri in diamanti.
L’uso delle carte francesi è ancora oggi utilizzato per giocare a poker, sia al tavolo che online.

Le carte e le figure

Sulle prime carte da gioco venivano in genere raffigurati per intero personaggi storici. I Re erano Davide, Alessandro Magno, Giulio Cesare e Carlo Magno; i fanti riproducevano Ettore, Etienne de Vignoles (comandante francese), Ogier-Uggeri il Danese, cavaliere di Carlo Magno e Judas-Giuda maccabeo, condottiero ebreo. Le regine erano Pallade Atena, Rachele (madre di Giuseppe), la figura biblica Giuditta e infine Argine, figura di origine sconosciuta.

Curiosità

L’asso di picche ha un segno più grande degli altri a causa di una legge inglese di Re Giacomo I: la normativa in questione chiedeva infatti la prova dell’avvenuto pagamento della tassa sulla produzione delle carte con un timbro apposto su questa carta.
Il Re di cuori tiene la spada dietro la schiena, spada che originariamente era invece un’ascia; in alcuni paesi era soprannominato il Re suicida.
Il Fante di picche e di cuori sono disegnati di profilo e per questo chiamati anche “on-eyed-jack”.
Il mazzo di carte bresciane è l’unico mazzo regionale ad avere 52 carte.
Durante la rivoluzione francese dal mazzo di carte furono cancellate le figure reali. I Re furono sostituiti con i geni della Guerra, del Commercio, della Pace e delle Arti, mentre le Regine con le quattro libertà: di Professione, di Matrimonio, di Stampa e di Culto. I Fanti con quattro uguaglianze: di Classe, di Condizioni, di Doveri e di Diritti.
In Italia sembra che la prima fabbrica di carte da gioco sia stata aperta a Viterbo.

Le carte da poker e la pittura

I bari del Caravaggio giocavano a poker? Di sicuro quello che va in scena nella tela del pittore italiano è una truffa: un giovane ingenuo sta giocando a carte con un coetaneo, che però è in combutta con un compare più anziano che sta palesemente truccando il gioco delle carte. Tutto nel quadro è tensione descritta con sguardi, orecchie, muscoli: tutto sembra sovrastare il giovane ingenuo; la scena raffigurata dal Merisi è giocata con un mazzo di carte liguri dal seme francese ed il gioco in questione probabilmente è lo Zarro, di origine persiana, come il poker appunto.
Giocato con venti carte i punti possibili del gioco erano il tris e il colore con carte tutte dello stesso seme. Era il 1594 ma le carte da gioco hanno origini molto più antiche.

Simbolismi

Il mazzo di carte francesi ha una carta per ogni settimana dell’anno, vale a dire 52;
i punti del mazzo sono tanti quanti i giorni dell’anno 354, più la matta che fa appunto 365;
i semi poi sarebbero quattro come le stagioni.

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