29/08/2018

Il Poker tra abilità e fortuna, il racconto di Max Pescatori

Tana delle Tigri 3° Edizione

Skill game o gioco d’azzardo? Gioco di fortuna o di abilità? Sono passati 10 anni dall’introduzione del poker americano nel mercato legale italiano dell’online e nei casinò.

Prima di questo avvento si poteva giocare nei casinò italiani solo la Teresina classica e, occasionalmente, il poker chiuso a 5 carte, quello per intenderci del celebre film di Pupi Avati, Regalo di Natale. Negli Usa e nel mondo, il Texas Hold’em, ora chiamato più comunemente No Limit Holdem, era presente in tantissime sale di Las Vegas, ma anche nelle varie card room di tutta America. Nella California, i casinò sono vietati (a parte nelle riserve indiane), mentre le sale da gioco sono legali e numerose e propongono ai clienti solo giochi di abilità come il poker, (in tutte le sue forme), il BlackJack, il Pai Gow ecc. Perchè sono giochi legali? Semplice, sono giochi dove l’abilità incrementa le chance di vittoria, anche se si cerca di far passare il poker come un terribile gioco d’azzardo è utile dire che si può partecipare a un torneo online che dura anche qualche ora con solo 1 euro.

La mia carriera

Un piccolo riassunto della mia carriera: nel 1994 mi sono trasferito a Las Vegas nel Nevada. Dopo aver finito la scuola di croupier ho lavorato in un paio di casinò al BlackJack, 3 Card Poker, Roulette e anche Dadi. Di sera, finito il lavoro, giocavo a poker nei casinò e dopo un pò mi sono accorto che guadagnavo di più giocando a poker che lavorando come croupier. Così lentamente, lasciai l’attività di croupier e cominciai a giocare con più assiduità diventando un professionista del poker. La mia professione legale e regolamentata dal governo americano è quella di Professional Gambler (figo giusto?). La mia idea è semplice: se il poker fosse soltanto “gioco d’azzardo” non esisterebbero professionisti nel settore, invece posso ben testimoniare che dopo 500 giorni di gioco vincevo circa il 75% delle volte e soprattutto quando perdevo non dilapidavo quanto vinto gli altri giorni ma contenevo le perdite. In 24 mesi ho ottenuto il profitto che avrei avuto in 23 mesi. Il motivo è semplice, il poker è un gioco di abilità. Provate a tirare in aria una monetina 24 volte e vedere se fate testa 23 volte, poi tornate a leggere questo articolo.

La fortuna nel poker

La domanda più frequente che i tanti appassionati di questo bellissimo gioco, mi rivolgono su Facebook, Twitter o anche di persona è: quanto incide la fortuna nel poker? La risposta è complessa: in una carriera poco, in un anno qualcosina, in un giorno molto. Molto dipende da che tipo di torneo si gioca e con chi ti confronti. Troppe sono le variabili. La verità è che il poker è un gioco dove tutti i giocatori credono di essere i migliori e dove è veramente difficile capire la vera abilità dei giocatori. Per me è facile comprendere al tavolo chi è un professionista e chi è un amatore, complicato è invece capire il valore dei professionisti, perché oltre alla fortuna e all’abilità, ci sono poi componenti fondamentali come la forma e la concentrazione, elementi che, come accade nello sport, spostano gli equilibri.
In altri termini, è facile dire che il poker è un gioco di fortuna se non si ha voglia di imparare, studiare, migliorarsi giorno dopo giorno. In questo caso è facile dare alla sfortuna molta più importanza di quello che veramente ha.
Provate a chiedere a voi stessi, se siete giocatori, o chiedete ad un amico, se siete più forti ora o due anni fa. La risposta sarà quasi sempre la stessa: sono migliorato tanto, sono molto più forte ora. Questo è un chiaro segno che il poker è un gioco di abilità.

Il poker apre la mente, il mio consiglio

A chi vuole cimentarsi in questo sport, dico che bisogna allenarsi giocando, apprendere tecniche di gioco e leggere qualche libro sul poker. Sono sicuro che si otterranno benefici, il poker aiuta la mente. Questa è la frase che ho anche sul profilo di Skype. Ogni giorno, a Las Vegas, gioco con un 95enne, si avete capito bene, che ha un’abilità pazzesca nelle varianti, e che penso a fine mese faccia pure profitto, ma è un hobby bellissimo a quella età. Doyle Brunson a 85 anni sfida quotidianamente nella famosa Bobby’s room i migliori giovani del momento. Credete non sia una buona palestra per chi vuole imparare a giocare a poker?
Infine ho un ultimo consiglio. Il poker è un gioco bellissimo, di strategia, molto appassionante che mette in luce le proprie abilità e il proprio talento, ma come ogni gioco la moderazione è fondamentale. Bisogna giocare con moderazione secondo le proprie possibilità per poter rendere la vostra passione un hobby fantastico e per quelli più talentuosi una professione bellissima. Parola di Max Pescatori!

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