28/11/2019

Nuove frontiere nel poker: intelligenza artificiale vs umani

Nuove frontiere nel poker: intelligenza artificiale vs umani

Come abbiamo più volte sottolineato, il poker ha una lunga storia alle spalle: dalle presunte origini cinesi e le analogie con un antico gioco persiano, alla diffusione nell’800; dal Mississippi, alle polverose città del Far West; fino ai moderni tornei e allo sviluppo delle versioni online.

Quello del Poker è, dunque, un romanzo cui si aggiungono sempre nuove e affascinanti pagine. Quel che oggi appare come un futuro avveniristico tra qualche anno sarà, forse, routine.

Il debutto (vincente) dell’AI nel Poker

Da tempo l’intelligenza artificiale (AI, Artificial Intelligence) è entrata nel dibattito, materia su cui è necessario formarsi per farsi trovare pronti alle sfide del futuro.

Provando a sintetizzare, si fa riferimento a una tecnologia informatica che rivoluziona il modo con cui l'uomo interagisce con la macchina e le macchine tra di loro: l’AI fornisce a un robot delle qualità di calcolo che gli consentono, in prospettiva, di compiere in breve tempo operazioni e “ragionamenti” complessi, fino a poco tempo fa prerogativa della mente umana.

Cosa c’è di meglio di una bella partita a Poker per testare le potenzialità dell’intelligenza artificiale? Ci hanno pensato negli Usa, dove Pluribus, un programma d’intelligenza artificiale sviluppato dai ricercatori della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, in collaborazione con Facebook AI, ha sconfitto a Texas Hold’em, tra gli altri, due campioni del calibro di Darren Elias e Chris “Jesus” Ferguson.

Non è la prima volta in assoluto: due precedenti risalgono al 2015 e nel 2017. Anche all’epoca programmi d’intelligenza artificiale riuscirono nell’impresa di battere dei pokeristi in carne ed ossa, ma solo nella variante a 2 e a 4 giocatori. Questa volta, invece, al tavolo verde erano seduti in 6: nella prima modalità l'intelligenza artificiale ha giocato contro 5 sue copie per imparare gradualmente dai propri errori; nella seconda ha sfidato, invece, 5 giocatori umani.

I risultati della ricerca sono finiti addirittura in copertina sulla rivista Science: ci sono voluti 12 giorni e ben 10.000 mani perché Pluribus avesse la meglio degli avversari, ma alla fine il programma ha vinto in media 5$ per mano, con vincite orarie di circa 1.000$.

La grande vittoria di Pluribus è stata, tuttavia, riuscire ad analizzare e prevedere le strategie dei suoi sfidanti, anche quando bluffavano, imparando a sua volta a ingannare a più riprese gli altri giocatori, non proprio dei novellini, pur non potendo analizzare le loro espressioni e postura, che, si sa, sono indizi preziosi durante una partita.

Futuro artificiale?

L’esperimento ha dato risultati straordinari e indubbiamente rappresenta uno snodo importante nello sviluppo dell’intelligenza, anzi, delle intelligenze artificiali, che spesso usano i giochi, dalle carte agli scacchi, per testare le potenzialità di un nuovo sistema.

Nonostante Pluribus abbia dimostrato di avere pochi punti deboli a Texas Hold’em, è prematuro affermare che un’AI sia un giocatore più abile di un umano a poker. Insomma, almeno nel futuro prossimo i campioni continueranno a essere in carne e ossa, non macchine, ma il poker, da sempre intriso di nuove sfide e innata curiosità, è pronto a scrivere nuovi capitoli della sua storia.

In attesa di mettervi alla prova con un’intelligenza artificiale, se siete appassionati di Texas Hold’em, potete confrontarvi con gli altri giocatori umani nella poker room di Lottomatica e continuare a seguire le nostre news per restare aggiornati sul mondo del poker.

L'ADRENALINA DEL POKER, LA SICUREZZA DI LOTTOMATICA.

Il Poker di Lottomatica usa un protocollo Secure Socket Layer con chiavi a 1024 bit e algoritmi di crittografia 3DES. La piattaforma di gioco è basata su Blowfish, un algoritmo aggiornato automaticamente ogni 10 minuti.

La sicurezza del gioco è certificata da TST Verified