03/10/2019
Poker Omaha: strategie ed errori da evitare

Tra le varianti di poker più apprezzate dai giocatori, accanto al Texas Hold’em, c’è sicuramente l’Omaha, che deriva proprio dall’Hold’em: le regole di base del gioco (puntate, showdown, conoscenza del valore delle mani, eccetera) sono le stesse della versione texana, ma giocare una partita a Omaha adottando la medesima strategia dell’Hold’em, potrebbe rivelarsi una mossa controproducente, come vedremo più sotto.

Il poker Omaha ha, a sua volta, diverse varianti, di cui il Pot-Limit Omaha è indubbiamente una delle tipologie più gradite e praticate per il dinamismo. Il Pot-Limit è una forma di poker in cui puntate e rilanci possono essere al massimo pari all’importo presente nel piatto; in caso di un rilancio, questo può essere pari all'importo nel piatto, più l’importo necessario per pareggiare la puntata precedente.

Differenze tra Pot-Limit Omaha e Texas Hold’em

Nonostante la stessa parentela, esistono alcune differenze essenziali tra Hold’em e Omaha. Vediamo le principali:

  • Nel Pot-Limit Omaha le carte in mano sono 4 e non 2 come nell’Hold’em e il giocatore deve usare soltanto 2 carte tra quelle personali per comporre la propria mano definitiva (usando, quindi, solo 3 carte tra quelle del board).        
  • Per la sua natura, l'Omaha non viene quasi mai giocato con un gioco No-Limit e richiede molta più struttura di quanto non faccia l'Hold'em. Per questo motivo l'Omaha si gioca al meglio come gioco Limit o Pot-Limit: sarà, dunque, impossibile andare all-in in tutte le mani.            
  • Si vedrà un numero maggiore di mani forti, soprattutto perché in mano si hanno più carte.

Strategia poker Omaha: gli errori da evitare

Entriamo ora nel vivo del gioco e parliamo di strategia del poker Omaha, cercando di capire quali siano gli errori principali e come fare per evitare di sbagliare.

  • Sbagliare la scelta delle starting hand          
    Nel Pot-Limit Omaha ci sono oltre 270.000 combinazioni di mani di partenza, gran parte delle quali non sono esattamente giocabili, per quanto belle possano apparire. La miglior mano in assoluto è AAKK con due coppie di carte suited, in quanto comprende le due coppie più forti del poker e la possibilità di chiudere colore nuts. È fondamentale pensare al valore potenziale di una mano, non solo a quello nell’immediato: AAKK è una mano ottima, ma non garantisce possibilità così alte di chiudere un draw. Tra le mani migliori: AAJT, AAQQ, AAJJ, AATT, AA99, KKQQ, KKJJ. 
  • Sopravvalutare gli assi          
    Quando si passa dall’Hold’em all’Omaha, uno dei primi errori che si tende a commettere è dare troppo peso a determinate mani, in particolare alla coppia di assi, che, tuttavia, ha meno chance di vincere, per esempio, di 7-8-9-10 tutte suited
  • Giocare rundown e coppie bassi

I rundown bassi hanno scarse possibilità di centrare progetti nut o mani completate forti: anche floppando una scala, difficilmente si avrà la miglior mano possibile al river. In caso di trips, l’avversario potrebbe averne uno più alto, mentre doppie coppie e colori bassi sono facilmente dominabili. Anche mani che comprendono coppie basse non portano di norma a buoni risultati: senza possibilità di progetti backdoor, esse vengono facilmente dominate dai range degli avversari, quando il board si accoppia o ci sono possibilità di scale o colori.      

  • Sovrastimare le coppie alte   
    A proposito di coppie, attenzione a non sovrastimare quelle alte: le coppie AA, KK e QQ sono indubbiamente ottime mani nel pre-flop, ma, prima di buttarvisi a capofitto, bisogna valutare vari fattori, su tutti il numero di giocatori nel pot; se qualcuno rilancia e un avversario piazza una three-bet prima di noi, la differenza tra giocare o meno con KK o QQ la fanno le altre 2 carte. Attenzione, inoltre, a non sovrastimare le coppie alte anche nel post-flop.
  • Giocare colori non nut          
    Molti pokeristi, alla prova Omaha, sono portati a giocare diversi progetti che non siano nuts, ma la possibilità di vedere un colore contro un altro colore è molto più bassa nell’Hold’em rispetto all’Omaha: avendo quest’ultimo, come abbiamo visto, una gamma molto ampia di starting hands, la possibilità di vedere due giocatori con colore è molto alta e, dunque, non è sempre conveniente giocare progetti non nuts.
  • Giocare da fuori posizione

La posizione è molto importante nella strategia Omaha: è consigliabile non limpare con mani mediocri da early position o di chiamare three-bet da fuori posizione, perché si rischia seriamente di esporsi facilmente agli avversari. 

  • Sbagliare la size delle puntate

L’Omaha è un gioco di piccoli vantaggi: una continua altalena in cui è essenziale fare le giuste valutazioni, in primis quella sul board, e tenere sotto controllo la size delle puntate; spesso, soprattutto agli inizi, si hanno dei grossi leak nel bet sizing e si punta il pot quando si hanno le migliori mani possibili, ma non è una buona strategia.

  • Giocare short-stack

Giocare short-stack, cioè avere il più piccolo o uno dei più piccoli stack di chips al tavolo, è assai rischioso, perché diventa difficile proteggere l’equity della propria mano facendo foldare gli avversari, non potendo bluffare su più strade e spesso ritrovandosi pot committed con mani non così forti e facilmente dominate.

Questa è una panoramica dei principali errori da evitare a livello strategico nell’approccio all’Omaha: se siete appassionati, vi basta continuare a seguire la nostra sezione di news per scoprire altre curiosità su mondo del Poker.

 

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