22/05/2018
Collodati

Leggi l’analisi sul campionato 2017/2018, a cura di Fulvio Collovati..

Giù il sipario sul campionato più emozionante degli ultimi anni, vinto ancora una volta dalla Juventus con 95 punti al termine di un eccitante duello con il Napoli, che chiude con il record di 91.

I bianconeri di Allegri si sono confermati i più forti per continuità, mentalità e profondità di rosa, ma gli azzurri di Sarri si sono dimostrati all'altezza di competere per il massimo traguardo, ammaliando gli appassionati di questo sport con un gioco divertente ed efficace.

Avvincente anche la lotta per un piazzamento Champions, con la Roma di Di Francesco che ha chiuso meritatamente terza, davanti all'Inter di Spalletti, che all'ultimo respiro ha beffato la Lazio di Simone Inzaghi. I nerazzurri hanno vissuto una stagione altalenante, ma con un colpo di coda nel finale sono riusciti a centrare l'obiettivo minimo e a tornare nell'élite europea dopo quasi dieci anni di assenza con 74 punti. I biancocelesti hanno pagato dazio agli infortuni e forse alla poca abitudine a lottare per il vertice, ma il lavoro di società e allenatore merita comunque un plauso.

Tra le delusioni di questa annata c'è il nuovo Milan del duo Fassone-Mirabelli, che, nonostante i 250 milioni di euro spesi l'estate scorsa, non ha saputo andare oltre il sesto posto chiudendo a 64 punti, ben 31 di distanza dalla Juventus, faticando a trovare un'identità con Montella, poi sostituito da Gattuso. E proprio l'ex mastino rossonero è la nota lieta di questa stagione, capace di restituire grinta e carattere a una squadra che pareva svuotata e barcollante. La grana Donnarumma non ha certamente aiutato il Milan, che per tornare nelle zone nobili della classifica dovrà lavorare in maniera più intelligente sul mercato, spendendo magari di meno, ma meglio.

L'Atalanta di Gasperini si è confermata compagine di tutto rispetto, capace di centrare l'Europa per il secondo anno consecutivo e di giocarsela alla pari sul palcoscenico continentale con avversarie sulla carta avanti anni luce come Lione, Everton e Borussia Dortmund.

Nella zona bassa della classifica, onore alla Spal, salva con merito grazie all'intelligenza della società, che ha resistito alla tentazione di esonerare Semplici quando i risultati sembravano dargli torto. Tentazione a cui forse avrebbe invece dovuto cedere la dirigenza del Verona, che ha preferito Pecchia a Pazzini, riducendo drasticamente le chance di salvezza sin da subito.

 

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