04/08/2021
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Meno dorato, forse, di quanto previsto alla vigilia, ma ugualmente ricco e prestigioso. Il medagliere azzurro alle Olimpiadi di Tokyo è da 30 e lode: in attesa del gran finale, tante sono le medaglie finite al collo dei nostri portacolori in Giappone. Riviviamo l’avventura del Team Italia ai Giochi, tra conferme, gioie insperate e qualche inedita delusione.

Dai Måneskin a Jacobs: la primavera-estate 2021 dell’Italia è vestita d’oro

Non v’è dubbio: è l’anno dell’Italia. Lo si era capito già in primavera con i Måneskin. I vincitori del Festival di Sanremo s’impongono all’Eurovision Song Contest, riportando in Italia un trofeo che mancava da 31 anni. Poi è stato lo sport a prendersi la scena:      

  • Dapprima è toccato alla Nazionale italiana di calcio. Gli uomini del Ct Mancini sbaragliano la concorrenza agli Europei, vincendo la competizione per la 2ª volta dopo 53 anni, grazie al successo ai rigori contro l’Inghilterra.
  • Nello stesso giorno l’Italia porta un suo atleta, Matteo Berrettini, in finale a Wimbledon: mai successo in 144 di storia del prestigioso torneo di tennis. Per il romano arriva una sconfitta con Djoković, ma l’impresa resta tale.

Ed eccoci alle Olimpiadi di Tokyo. L’Italia si presenta in Giappone con la spedizione più nutrita di sempre: ben 384 gli azzurri di scena a Tokyo, che hanno portato a casa 30 medaglie. Migliorato, dunque, il bottino delle due ultime rassegne a cinque cerchi, con le 28 medaglie conquistate a Rio 2016 e Londra 2012. Meno ori che in passato e peccato per le 15 medaglie di legno, che avrebbero potuto rendere l’azzurro, se possibile, ancor più brillante, ma per il Team Italia è promozione piena.

Jacobs e Tamberi sul tetto del mondo: l’atletica leggera azzurra torna regina. E si vola anche a vela e in bicicletta

Copertina d’obbligo per l’atletica leggera. Perché che il vento fosse cambiato lo si era, in parte, intuito. Ma domenica 1° agosto 2021 è una data che passerà alla storia. Le imprese di Marcell Jacobs e di Gianmarco Tamberi sono, del resto, emozionanti perle da annali. Il velocista si è imposto sui 100 metri, laddove mai nessun italiano aveva mai messo piede in una finale olimpica. Il secondo, con feroce determinazione, si è ripreso quel un infortunio gli aveva tolto 5 anni fa, primeggiando nel salto in alto. Totale: 2 ori (in un quarto d’ora), come non accadeva da Atene 2004, dopo che l’atletica tricolore non conosceva la gioia del gradino più alto del podio da Pechino 2008.           

Soddisfazioni sono arrivate anche dal mare di Enoshima: Caterina Banti e Ruggero Tita hanno, infatti, conquistato l’oro nella vela Nacra 17, superando nella regata finale l’equipaggio britannico. La disciplina torna sul gradino più alto del podio olimpico dopo l’oro di Alessandra Sensini a Sidney 2000. SI tratta del 1° oro misto per la vela italiana.

Merita una menzione d’onore anche il ciclismo su pista. Il quartetto azzurro formato da Filippo Ganna, Francesco Lamon, Simone Consonni e Jonathan Milan ha, infatti, centrato un oro strepitoso, battendo in finale i campioni del mondo della Danimarca nell’inseguimento a squadre maschile. Gli azzurri hanno stampato pure il nuovo record del mondo: 3’42”032.

La gioia delle prime volte: Rodini-Cesarini, Testa, Boari, quanti sorrisi dalle leonesse azzurre

Dopo l’oro inaugurale di Vito Dell’Aquila nel taekwondo fino a 58 kg, è arrivato dalle acque del Sea Forest Waterway di Tokyo il 2° alloro del Team Italia alle Olimpiadi 2020. Merito di Valentina Rodini e Federica Cesarini nel canottaggio doppio pesi leggeri femminile. Il duo azzurro ha battuto in rimonta di appena 14 centesimi la Francia, conquistando la 1ª medaglia di sempre alle Olimpiadi del canottaggio tricolore al femminile. L’Italia torna sul tetto dell’Olimpo 21 anni dopo l'oro di Sydney nel quattro di coppia.

Prima da applausi anche nel pugilato femminile. Qui la protagonista è Irma Testa, che ha regalato all’Italia la 1ª storica medaglia (di bronzo), vincendo ai quarti di finale della categoria 54-57 kg ha battuto 5-0 ai punti la canadese Caroline Veyre. “Butterfly” ha poi perso la semifinale contro la filippina Petecio. 

Una storica medaglia per l’Italia è arrivata anche dal torneo individuale di tiro con l’arco femminile. Lucilla Boari ha vinto il bronzo battendo nella finale per il 3° posto la statunitense Brown con il punteggio di 6-1. Mai una donna era riuscita finora ad arrivare a medaglia nella gara individuale.

Grandi, nonostante tutto: i casi Ferrari e Paltrinieri

Tra i tanti nomi che entrano di diritto nel grande romanzo dell’Italia elle Olimpiadi di Tokyo 2020 c’è, senza dubbio, quello di Vanessa Ferrari, argento nel corpo libero a 30 anni. La “Farfalla di Orzinuovi”, dopo i quarti posti di Londra 2012 e Rio 2016, ha chiuso dietro alla statunitense Carey. Si tratta della 1ª medaglia individuale azzurra della ginnastica, la 2ª per il nostro Paese dopo l’argento della prova a squadre ad Amsterdam nel 1928. Per Ferrari è la fine di una “maledizione” e il simbolo della forza di volontà e dell’amore per lo sport, più forti degli infortuni.

Notevole anche l’avventura olimpica per Gregorio Paltrinieri: se non altro, per la mononucleosi che ha colpito il carpigiano prima dell’avventura olimpica. Neanche la debilitante malattia infettiva è riuscita a frenare Greg, che ha vinto l’argento negli 800 metri sl, chiudendo, invece, 4° nei 1.500.

Da Jessica Rossi all’Italvolley passando per la scherma: le medaglie mancate a Tokyo 2020

Ogni medaglia, si sa, ha il suo rovescio. Le Olimpiadi non fanno eccezione. E così, a far da contraltare alle numerose gioie azzurre a cinque cerchi, c’è anche qualche delusione. Lo sport, d’altronde, è anche questo.

Il nuoto azzurro, per esempio, saluta Tokyo 2020 con 6 medaglie (2 argenti e 4 bronzi), 1 in più della scherma (3 argenti e 2 bronzi). Nessun oro, dunque, per le due discipline, da sempre bacini pescosi per l’Italia. Diversi, però, i contesti: se in vasca c’è la sensazione di aver avviato un ricambio generazionale che già fa intravedere nomi interessanti, in pedana il discorso cambia.

Nonostante le 5 medaglie (1 in più di Rio 2016), gli schermidori italiani sono andati ben al di sotto delle aspettative. Pesa, soprattutto, l’assenza di un oro, come non accadeva da Mosca 1980. Qui il ricambio generazionale è tutto da costruire, superando anche certe lotte intestine che, di certo, non hanno aiutato.

Tra le delusioni olimpiche rientrano anche:      

  • Fossa olimpica. Jessica Rossi, oro a Londra 2012, è stata co-portabandiera dell’Italia: per lei, di fatto, l’unica gioia in terra nipponica. La tiratrice ferrarese ha mancato l’accesso alla finale individuale e ha offerto un rendimento negativo nella gara mista a coppie. La spedizione azzurra ha chiuso con appena 1 medaglia: quella di Diana Bacosi nello skeet. Evitato lo 0, come a Seul ’88, ma il piatto piange: mai così male da Atlanta ’96.
  • Volley. Ci si aspettava molto dalla pallavolo tricolore, ma entrambe le nazionali sono uscite all’altezza dei quarti: quella maschile, vicampione in carica, con l’Argentina al tie break; quella femminile contro la Serbia.

Resta, comunque, un’estate magica per l’Italia e un’edizione da ricordare quella delle Olimpiadi di Tokyo per i nostri colori. Se lo sport è la tua passione, puoi continuare a seguire le nostre news per restare aggiornato sulle tue discipline preferite.