28/03/2018

Nazionale: è Ancellotti l'uomo giusto? Si scommette sulla prossima squadra di Balotelli, Donnarumma, Icardi Milinkovic-Savic, Alisson

Collodati

L’analisi della sconfitta con l’Argentina.

Una sconfitta pesante con l'Argentina e un pari stiracchiato con l'Inghilterra: questo il bilancio dell'avventura di Gigi Di Biagio sulla panchina della Nazionale.

Un'avventura terminata ancor prima di iniziare perché, forse, se Ancelotti avesse accettato subito l'incarico di commissario tecnico, Di Biagio non avrebbe mai avuto questa chance.
Poche due gare, per di più amichevoli, per poter capire se potesse essere lui l'uomo della ricostruzione. I calciatori a disposizione sono quelli, poco da fare, sarebbero quelli anche per Ancelotti, Conte o Mancini.

S'è vista un'Italia timida, senza guizzi, distratta in difesa, lenta in maniera preoccupante e priva di idee in mezzo al campo.
Jorginho fatica a impostare il gioco perché non ha Hamsik e Allan ai fianchi che nel Napoli corrono anche per lui; Insigne si accende soltanto a tratti; Immobile in Azzurro è la brutta copia del bomber implacabile ammirato con la maglia della Lazio.
La partita con l'Inghilterra ha confermato i dubbi su Rugani - non ancora capace di rimanere concentrato e cattivo per tutti i 90' -  e ribadito l'importanza di Chiellini nella retroguardia che è andata oltremodo in affanno ogni volta che Sterling (mica Maradona) toccava il pallone.

Il gol di Vardy è un regalo della nostra difesa, una situazione grottesca che non si vede neppure all'oratorio: lo insegnano a scuola calcio che ci si deve mettere sempre davanti al pallone per impedire agli avversari di battere una punizione a sorpresa ed evitare di farsi trovare impreparati!

Ci vuole tempo e pazienza per ricostruire un'Italia competitiva sulle macerie post Svezia, serve un commissario tecnico di polso che imponga quel rinnovamento che finora è sempre rimasto nelle intenzioni e mai tradotto in fatti.
Attenzione ai settori giovanili, lavoro di scouting e largo ai giovani. Serve più coraggio e meno riconoscenza per chi ha dato tanto, vero, ma non può far parte del nuovo corso per raggiunti limiti anagrafici.

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