03/11/2020

Serie B: sorprese e conferme dall’inizio di stagione

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Come in autostrada: c’è chi va veloce; chi se ne sta in prima corsia, sempre pronto, però, a un agile sorpasso. E chi ancora, in seconda, non si capisce bene cosa voglia fare. Il nostro terreno, però, non è l’asfalto, ma l’erba dei campi di calcio. Nonostante siamo solo all’inizio, è già tempo di primi bilanci per la Serie B, tra sorprese e conferme.

Empoli: scusate il ritardo. Frosinone per fare tris

Delle quote vincente Serie B, stanno, per il momento, confermando appieno i pronostici Empoli e Frosinone. I toscani, favoriti della vigilia la scorsa stagione, salvo un’annata deludente, sono ripartiti dall’ex Venezia Dionisi in panchina. E i risultati si vedono: dopo 6 giornate, sono 13 i punti in classifica, frutto di 4 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta. È un numero che porta fortuna: le 4 precedenti capo-classifica con 13 punti dopo 5 turni dal 2010, a oggi, sono poi sempre salite in A a fine stagione. Si tratta di:   

  • Empoli 2013/14;
  • Cagliari 2015/16;
  • Frosinone 2017/2018;
  • Hellas Verona 2018/2019;        

L’Empoli, poi, si è tolto lo sfizio di eliminare il Benevento in Coppa Italia (al prossimo turno sfida tutta cadetta con il Brescia). Insomma, potrebbero essere gli azzurri i protagonisti di questa Serie B.

Attenzione anche al Frosinone: 13 i punti messi finora insieme dai ciociari, +9 rispetto alla 6ª giornata di un anno fa. Da quando la formazione giallo-azzurra è tornata stabilmente in B, solo nel 2017/18 era partita meglio (13 punti in 5 partite), nell’anno dell’ultima delle 2 promozioni in Serie A. Dopo la delusione per la sconfitta nella finale playoff della passata stagione con lo Spezia, la banda Nesta vuole rifarsi.     

Assieme a Empoli e Frosinone, arriva in cima alla classifica anche il Chievo Verona, raggiungendo i 13 punti, grazie al 2-0 rifilato al Cosenza. Hanno convinto, in questo avvio di stagione, anche Salernitana e Cittadella.
In Campania e a Verona si vedono già le impronte di Castori e Aglietti, due allenatori che conoscono bene la categoria. In ottica playoff si candidano a un ruolo da protagoniste anche il Venezia e la Reggina. E attenzione pure al Pordenone di Tesser: andamento lento per i ramarri nelle prime 6 di campionato, ma potrebbero uscire alla distanza.

Male Spal, Lecce e Brescia, mentre il Covid frena il Monza       

Di contro, le 3 retrocesse dalla A, ovvero Spal, Lecce e Brescia non hanno brillato finora. Le Rondinelle hanno chiuso anzitempo, dopo appena 2 partite, la gestione Del Neri, richiamando in panchina Diego Lopez. Per tutte e 3 la risalita non sarà facile, anche perché in Serie B, come, peraltro, in Serie C, il nome conta fino a un certo punto. Ogni partita fa storia a sé, con gerarchie pronte a essere ribaltate e insidie praticamente su ogni campo. Sulla carta, comunque, delle 3 è la Spal ad avere la rosa migliore: giocatori come Berisha, Tomovic e Sebastiano Esposito, in prestito dall’Inter, sono un lusso per la categoria.

Capitolo Monza: i brianzoli, di nuovo in B dopo 19 anni di assenza, in estate erano considerati la squadra favorita per la promozione nelle quote Antepost. Complice anche per una campagna acquisti degna di nota, con gli innesti, tra gli altri, di Boateng, Barillà e Barberis, a puntellare una rosa già di prima qualità. L’inizio si sta rivelando, tuttavia, piuttosto difficile per i lombardi, anche a causa del Covid-19, che ha picchiato duro da queste parti, decimando la rosa di Brocchi.

Hanno finora deluso, invece, le altre neopromosse dalla C, ovvero Vicenza e Reggiana, con i granata, però, anch’essi falcidiati dal coronavirus. Dietro la lavagna finisce il Pescara: gli abruzzesi, salvatisi per il rotto della cuffia l’anno scorso, vincendo il play-out ai rigori con il Perugia, sono nuovamente sul fondo della classifica. Sembrano lontanissimi i tempi di Zeman, Immobile e Verratti. E il calendario non sorride: dopo aver affrontato il Lecce alla 6ª, la squadra di Oddo dovrà vedersela con Cittadella (in casa) e Spal (fuori).

Un campionato, insomma, da seguire da vicino, in grado di regalare sorprese ed emozioni tanto nella parte alta, quanto nella lotta per non retrocedere.

Milan di nuovo in alto, Juventus, Inter e Lazio in affanno: la geografia ribaltata della Serie A

Come il 1° aprile del 2012. Ma non è uno scherzo. Dopo la vittoria nel derby, il Milan ha riassaporato il gusto del primato solitario in Serie A, che, appunto, mancava da un anno e mezzo. Era il Milan di Allegri allenatore, di Berlusconi presidente e dei vari Gattuso, Inzaghi, Nesta e Seedorf, prossimi a svestire la maglia rossonera. Fu 2° posto, alle spalle della Juventus, con polemica: ricordi di gol non dato a Muntari? Di quella squadra resta il solo Ibrahimović, tornato a vestire la maglia rossonera e perno di una squadra diversissima e assai più giovane da quella di allora, ma ambiziosa. L’inizio di stagione, con 4 vittorie, un pareggio e la ciliegina dei 3 punti ritrovati nella stracittadina, è stato, forse, superiore alle migliori previsioni dalle parti di Milanello. Ma Pioli, attorno a Zlatan, il suo attaccante simbolo, ha creato un gruppo compatto, solido ed equilibrato, che punta a far bene anche in Europa League a patire dal passaggio del turno.

Stanno faticando, di contro, Juventus e Inter: per Pirlo partenza in salita sulla panchina bianconera, con i due pareggi consecutivi con Crotone e Verona che zavorra la marcia in campionato. Altri passi falsi potrebbero costare caro. Il calendario dà una mano ai bianconeri: tolta Lazio-Juventus alla 7ª, la Vecchia Signora affronterà nelle prossime partite Spezia, Cagliari e Benevento. Anche l’Inter è alle prese con un avvio di stagione più lento di quello della passata stagione: al di là dei punti persi con Lazio e Milan, preoccupa lo stato della difesa, miglior retroguardia della Serie A 2019/2020 (36 gol subiti in 38 partite) e oggi con già 8 gol sul groppone dopo 4 uscite. Da rivedere.   

Come pure da rivedere in questo inizio di stagione di Serie A sono Atalanta e Lazio: se la Dea è stata spumeggiante nelle prime 3 partite, con 3 successi e la bellezza di 13 gol fatti, le pesanti sconfitte contro il Napoli e la Sampdoria sono state un duro colpo da digerire. Da capire se servirà a ridestare Gomez e compagni da una momentanea distrazione o se è spia di un malessere più acuto. I biancocelesti di Inzaghi, protagonisti della scorsa Serie A fino al lockdown, sono alle prese con un complesso avvio, con appena 2 vittorie, 2 gol di Immobile, tanti gol subiti e pochi segnati. Insomma, non va. Anche se il 3-1 al Borussia Dortmund nella rentrée in Champions League dopo 13 anni dimostra che il materiale su cui lavorare c’è.             

Napoli e Sassuolo top, Toro flop   

Tornando alla Serie A, l’alba del campionato ha regalato altre protagoniste: in positivo e in negativo. Nella prima categoria vi sono, senza dubbio, Napoli e Sassuolo: sui partenopei si vede l’impronta importante di Gattuso; il laboratorio di De Zerbi prova, dal canto suo, a diventare un’Atalanta-bis e a (ri)dare sostanza a sogni d’Europa. Dietro alla lavagna finisce, invece, il Torino: per Marco Giampaolo, neoallenatore dei granata, si tratta di un altro inizio turbolento e negativo dopo quello della passata annata al Milan. Per il Toro 3 sconfitte ed 1 pareggio su 4 partite giocate (da recuperare il match con il Genoa). Il tecnico di Giulianova ha bisogno di tempo per plasmare una squadra in grado di seguire i suoi dettami. A Bergamo con Gasperini (3 punti nelle prime 5 giornate nel 2016) ebbero pazienza e sono stati ampiamente ripagati; al Milan l’anno scorso (4 sconfitte nelle prime 6) andò diversamente. Cairo quale via sceglierà?           

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