17/07/2019

Le carte Piacentine, Napoletane, Bergamasche e Siciliane a confronto

Le carte Piacentine, Napoletane, Bergamasche e Siciliane a confronto

In Italia giocare a carte è parte del patrimonio culturale, per questo nel corso degli anni sono nate diverse tipologie di carte frutto della tradizione e di usanze locali. La suddivisione regionale dell’Italia ha contribuito a queste differenze: ogni regione ha le proprie carte con diverse rappresentazioni iconografiche, nonostante i numeri e le figure siano gli stessi. Oltre alla veste grafica, ciò che distingue i diversi tipi di mazzi è il loro uso, rendendo alcune tipologie adatte a determinati giochi piuttosto che ad altri.

Scopriamo quindi quali sono le principali carte da gioco italiane.

Carte da gioco italiane

Un elemento comune a tutte le carte da gioco italiane è la composizione del mazzo: ciascuno di essi è formato da 40 carte di 4 semi diversi. Nelle carte italiane e spagnole i semi sono bastoni, coppe, spade e denari, mentre nelle carte francesi (diffuse anche in Italia) i semi sono fiori, quadri, cuori e picche. Tutte le tipologie comprendono anche le figure del fante, della donna (o del cavallo) e del re.

Le carte italiane possono essere, a loro volta, suddivise in quattro gruppi denominati in base alla loro provenienza: Italia settentrionale, Spagna, Francia e Germania.

Tuttavia, i mazzi di carte più popolari sono quelli napoletani, siciliani e piacentini, e appartengono tutti alla tipologia spagnola. Sono composti in tutto da 40 carte, 10 per ogni seme (coppe, denari, spade e bastoni): ogni seme comprende 1 asso, numeri da 1 a 6, 1 fante, 1 cavallo e 1 re. La caratteristica comune delle carte spagnole è che i bastoni assumono la forma di tronchi e le spade sono piuttosto corte e dritte.

Carte napoletane

Le carte napoletane sono tra le più conosciute in tutta la penisola, anche se vengono utilizzate principalmente in Campania e nelle regioni limitrofe del Meridione.
Come rivelano le figure rappresentate sulle singole carte, le loro origini risalgono al 1800.
Se si desidera giocare a carte con questo mazzo, ad esempio al gioco 7 e mezzo, è opportuno ricordare che il re di denari viene chiamato anche matta.

Un elemento curioso che riguarda le carte napoletane è che il 3 di bastoni presenta una maschera grottesca al centro, chiamata Gatto Mammone, poiché i baffi ricordano le vibrisse di un gatto.

Carte piacentine

Le carte piacentine sono utilizzate soprattutto nelle Marche, in Umbria, nel Lazio e in alcune zone della Lombardia, della Toscana e dell’Emilia Romagna tanto che, nei primi mazzi, veniva raffigurato lo stemma di Piacenza sul 4 di denari.

Questo mazzo è molto simile ad un mazzo spagnolo del tardo 1500, rinvenuto a Madrid.
Per quanto riguarda i termini specifici di questa tipologia di carte, bisogna ricordare che l’aquila coronata rappresentata sull’asso di denari è detta la Polla, Pita o il Pitocco.

Carte siciliane

Le carte del mazzo siciliano sono di taglia ridotta rispetto alle altre e hanno disegni meno elaborati, tranne che per la presenza di figure umane, oggetti e animali su alcune di esse: in particolare sul 3 di denari era incisa la trinacria, uno dei simboli rappresentanti la Sicilia.

Si pensa che queste carte derivino dal Tarocco Siciliano se si escludono i trionfi e alcune carte numerate. Una curiosità è che inizialmente il cavallo di bastoni aveva le sembianze di Garibaldi e uno dei re era disegnato con tratti simili al re Vittorio Emanuele II.

Carte da gioco: le differenze

Le principali differenze che si riscontrano in questi mazzi riguardano i disegni e la dimensione. Da questo punto di vista i mazzi siciliani e napoletani sono simili, in quanto in entrambi il fante è sostituito dalla donna, mentre nei giochi come il 7 e mezzo il re di denari viene soprannominato la matta. Le carte siciliane hanno però la peculiarità di avere dimensioni ridotte rispetto alle altre. A differenza dei due precedenti, le carte piacentine hanno disegni molto elaborati e ricchi di dettagli, sebbene vengano usate per gli stessi giochi di carte.

Un’altra caratteristica che distingue i tre mazzi sono le figure: mentre nelle carte napoletane e siciliane i ritratti sono a figura intera, nelle piacentine il re, il cavallo e il fante sono ritratti a mezzo busto, a specchio nella parte inferiore della carta.

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