18/09/2019

Le origini delle moderne carte da gioco

Le origini delle moderne carte da gioco

Giocare a carte è un’attività che viene svolta in gran parte del mondo, seppure con caratteristiche e peculiarità proprie. A testimoniare il successo di questo intrattenimento, ci sono le numerose tipologie di mazzi di carte e di modalità di gioco che ciascun popolo ha sviluppato nel tempo. Ma qual è l’origine di questa attività?

L’origine del gioco delle carte è piuttosto incerta, nonostante si sia soliti collocarla nel lontano X sec., nelle antiche Cina e India, poco dopo l’invenzione della carta.
Alcuni storici legano questo avvenimento alla nascita della moneta di scambio: infatti, l’introduzione della carta moneta ha consentito una progressione e ulteriore evoluzione nel gioco delle carte, grazie alla possibilità di “puntare” una piccola somma di denaro sulle proprie abilità di gioco.

Ipotesi araba

Le tradizioni indiane e cinesi potrebbero poi essere giunte fino alle coste mediorientali, dominate dai Mamelucchi egiziani nel XIV sec. Le carte di queste popolazioni, costituite da mazzi contenenti 52 carte divise in 4 semi e usate per scopi ludici, cominciavano ad assomigliare molto a quelle contemporanee.
A causa del divieto dettato dalla legge musulmana di ritrarre persone, le figure sulle carte erano create tramite disegni astratti e riportavano didascalie con i nomi di ufficiali dell’esercito.

Ipotesi egiziana e ebraica

Un’ipotesi, ad oggi ritenuta poco fondata, fa risalire la tradizione delle carte all’Egitto, dove le carte erano funzionali al calendario egizio, esportato dagli ebrei dopo l’Esodo: infatti il “mazzo” era costituito da 52 carte, come le 52 settimane presenti in un anno; e sommando i punti assegnati a ciascuna carta, il computo totale era di 364, in aggiunta al quale si doveva conteggiare il “Jolly” per raggiungere un numero pari a quelli dell’anno solare.

Ipotesi romana

Un’ulteriore teoria avvicina la nascita delle carte da gioco all’utilizzo dei lingotti romani, di forma rettangolare, sui quali erano raffigurati differenti simboli (tra cui un sole, una spada, un bastone e una coppa) ispirati probabilmente ad antiche monete romane, chiamate Assi.

Dalla diffusione in Europa ai giorni nostri

Lasciandoci alle spalle il Medio Oriente, le prime testimonianze di carte da gioco in Europa si ebbero in Italia e in Spagna, dove ben presto si diffusero in ogni regione, assumendo forme e modalità di gioco diverse.

Durante il XIV secolo, le carte si diffusero velocemente nel resto dell’Europa dando vita a tradizioni locali: proprio in questo contesto comincia a cambiare l’aspetto dei disegni raffigurati sulle carte, lasciando spazio alle icone di re, cavalieri, vassalli, per poi veder comparire anche la figura della regina. Nonostante le immagini raffigurate sulle singole carte siano cambiate in maniera spesso cospicua, tuttavia difficilmente ne è stata alterata l’essenza medesima del gioco.

Risalgono al Cinquecento e al Seicento i primi manuali che fissano le principali regole di partecipazione e di vincita ai vari giochi di carte; solo successivamente, intorno al XIX secolo, vengono inserite sui singoli componenti del mazzo anche le indicazioni di valore: questi sono posti usualmente sul bordo per permettere ai giocatori di tenerle anche tutte nella stessa mano.
A questo stesso periodo risale la nascita delle tradizionali carte da gioco italiane: agli inizi del 1800 si collocano la Briscola e la Scopa, il Tresette agli inizi del 1700 e il Sette E Mezzo intorno al 1890.

Il secolo scorso è il periodo nel quale sono nati una grande quantità di giochi: infatti, il Poker nasce nel 1800 negli Stati Uniti, il Bridge tra la fine dell’800 e gli anni 20, la Canasta durante la Prima guerra mondiale e la Scala Quaranta ha fatto capolino in Ungheria nel primo dopoguerra.

Queste sono le origini delle carte da gioco: se vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità e su tutte le curiosità sul mondo dei giochi di carte, puoi seguire le news della sezione Skill di Lottomatica.it.