Quante carte si danno a Cirulla?

Nel gioco della Cirulla, da un mazzo di 40 carte genovesi o di altre regioni, il mazziere distribuisce 3 carte coperte a ciascun giocatore e ne pone 4 scoperte sul tavolo. Il mazziere rimane lo stesso per l’intero turno: continua a distribuire infatti 3 carte ai giocatori alla fine di ogni turno, fino all’esaurimento del mazzo. Con un mazzo intero e con 2 giocatori vengono effettuati 6 turni, mentre diventano 4 turni nel gioco a 3 giocatori e 3 turni nel gioco a 4 giocatori.

Come si distribuiscono le carte a Cirulla?      

A Cirulla, le carte si distribuiscono ai giocatori una ad una in senso orario. Qualora sul tavolo da gioco vengano poste 3 carte uguali, la mano può essere annullata. Alla fine di ogni turno, il mazziere provvede a distribuire nuovamente 3 carte a ciascun giocatore.

Dove è nato il gioco di carte Cirulla?      

Il gioco di carte della Cirulla ha origine nel basso Piemonte e in Liguria.

Cos'è il Cirullone?   

Il Cirullone è una delle numerose varianti del gioco di carte tradizionale. A differenza di quest’ultima, nella prima distribuzione di carte, il mazziere consegna ai giocatori 6 carte invece che 3.

Cosa sono gli accusi nella Cirulla?

Nella Cirulla, gli accusi sono particolari combinazioni di carte che permettono di totalizzare punti aggiuntivi per uno o più giocatori.
Possono essere realizzati in diversi modi:

  • Se la somma delle carte sul tavolo di gioco è pari a 15 o 30, allora il mazziere le può prendere;
  • Se un giocatore ha in mano 3 carte dello stesso valore, si aggiudica un “decino”, chiamato “buona da 10” che vale 10 scope;
  • Se un giocatore possiede carte la cui somma è minore di 9, si verifica una Cirulla, anche chiamata “buona da 3”. Questa permette al giocatore di aggiungere 3 scope alle sue precedenti vincite;
  • La “buona dei poveri” viene realizzata quando un giocatore ha delle carte in mano la cui somma non arriva a 9 e in aggiunta non possiede alcun asso.
Ognuna di queste eventualità deve essere manifestata dal giocatore non appena arriva il proprio turno, bussando sul tavolo o dichiarandolo apertamente.